13 + 1 casi umani del Primavera Sound (#macelafai?)

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Ognuno di noi, almeno una volta nella vita, ha preso parte ad un mega concerto all’aperto che gli ha fatto perdere un po’ della sua fiducia nell’umanità.

Inutile negarlo: in determinati contesti c’è chi dà il meglio di sé, ma anche chi non nega il proprio peggio. C’è chi si veste di tutto punto e non ha mai un capello fuori posto (non si sa mai quando può arrivare il selfie della vita: non si possono mica deludere i follower così!) e chi invece il devasto se lo porta da casa, almeno si porta già avanti con il lavoro.

Immaginate quanti casi umani abbiamo potuto incontrare nel corso di tre giorni di Primavera Sound, dove si sono radunate ben 176000 persone?
Dopo aver preso parte alle attività legate al Primavera Pro durante il giorno, tra workshop, mentoring sessions, panels e incontri sulle sorti del music business in generale, la sera non potevamo perderci l’occasione di far parte del fiume di persone che, al Forum, si è lasciato conquistare da un’infinità di concerti. 

Mettetevi comodi, perché la maggior parte ce li saremo anche dimenticati perché troppo presi dal vorticoso turbinare degli eventi (c’era alcool ovunque, se ve lo state chiedendo, sì, ma noi siamo stati molto bravi!), ma alcuni soggetti non potremo mai dimenticarli, perché non sarebbe giusto e, soprattutto, non sarebbe Primavera Sound.

Inserite questi soggetti in una distesa semi infinita a ridosso del mare, su cui erano disseminati i vari palchi, i vari stand e le varie aree vip, ospitality, pro e Red Bull, il tutto ricoperto da una vera e propria pioggia di bicchieri di plastica abbandonati a se stessi, calpestati e accumulati uno sopra l’altro.
Bene, ora che avete il quadro generale della situazione potete cominciare il viaggio tra i nostri “#macelafai?” preferiti.

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1) Trash girl

Il DIY ha raggiunto vette altissime: Mucciaccia sarebbe fiero di lei, ma chi se la ritrova come vicina di concerto non sarà altrettanto felice. Costei ha preso un sacco della mondezza, lo ha tagliato in maniera “artistica” e lo ha usato come maglietta. Immaginatevi la gioia a trovarvela accanto mentre, nel pogo, vi troverete a volerla gettare nel cassone dell’umido.

mocassinorampante

2) Il mocassino rampante

Quest’essere mitologico, metà uomo, metà mocassino, ha qualcosa di straordinario: con un paio di mocassini e un paio di bermuda, è riuscito dove altri hanno fallito con scarpe degne di tale nome.
L’arrampicata in verticale non è missione facile da portare a compimento, eppure lui ce l’ha fatta. Con i mocassini. Un eroe dei nostri tempi. Chapeau.

3) Attila il ritorno
Per quale motivo andare ad un concerto vestito con dei semplici pantaloni e una tshirt, quando puoi comodamente presentarti in parrucca, elmo con le corna, gonnellino e spada di plastica? Sappiamo che è una domanda che tutti vi state ponendo: anche noi ci siamo chiesti se avesse intenzione di caricare la folla di fronte a sé in stile ariete per sfondare e arrivare dritto dritto alla transenna. Olio bollente ne abbiamo?

4) Silenzio, ho mal di testa!tappoorecchia

Per quale motivo dovrei voler andare ad un concerto a sentire musica così alta? Per quale motivo mi trovo qui? Ma soprattutto… perché ho dei tappi nelle orecchie dello stesso colore della mia camicia? Perché sono il top dello stile e non uso mai nulla che non sia in coordinato con il mio general look, ecco perché. Perché sono figo e non posso certo permettere che i miei timpani vengano rovinati da tutto questo rumore di contorno che fate voi plebei che mi state attorno. E nel frattempo… mi mangio anche un’albicocca, perché io può.

panda

5) Appàndati al Primavera!
Le temperature sono alte per la media, il sole non è ancora calato, ma la mamma mi ha detto di non prendere freddo e coprirmi, che sennò mi ammalo. Quale migliore modo di una cuffia di peluche a forma di testa di panda che ti rende anche incredibilmente fashion? Ce lo stiamo ancora chiedendo.

6) Shooting di classe
Sono due le cose da fare per uno shooting di classe al Primavera Sound. La prima è denudarsi. La seconda è scegliere la location adatta. Per quale motivo spogliarsi e farsi una foto in mezzo alla folla quando ci si può spogliare e mettersi in posa davanti ai tendonacci di plastica bianca vicino al guardaroba? Così facendo le probabilità di essere fermate dai bodyguard non solo si moltiplicano, ma diventa realtà il sogno di battere il cinque attraverso la rete ad uno della security che ha osservato tutta la scena e non può fare che apprezzare e manifestare il proprio assenso.

7) Gente vestita ugualegiletuguale
Per quale motivo non far sapere al mondo che il vostro gruppo vacanze Piemonte è talmente unito al punto da vestirsi uguali con gilet della stessa stoffa? Gilet per i maschietti, fascette per i capelli per le femminucce: what else? (Un po’ di pudore, magari?)

8) Mi chiamavano giocondo (coi tatuaggi in fronte)
Non abbiamo ancora capito cosa ci fosse scritto, ma sono stati numerosi gli avvistamenti di persone con dei tatuaggi temporanei stampati in fronte. Ora, il messaggio non ci è chiaro, ma la situazione sì: ma ce la fate?

9) Mi hanno smerdato (ma non lo so)
I bagni chimici causano molti problemi. L’alcool ne causa molti altri. L’unione delle due cose sono un unico, immenso problema. Se scappa, scappa, ma pulirsi con la maglietta magari no, che dici?

bacardimecca
10) Il Bacardi è la mia mecca
La stanchezza è tanta. La serata è solo all’inizio e hai una certa età, per cui la visione di un divanetto ti mette addosso la gioia di vivere, va bene. Ma perché mettersi in posizione di preghiera rivolto alla Mecca su uno dei divanetti, rivolto
verso la parete fatta di bottiglie di Bacardi? Ti prego, illuminaci.

11) Photobomber sottopalco (ci sono anche io, ma non ci conosciamo)selfieconcerto

I selfie durante il concerto sono diventati un must per poter dire “io c’ero!”, ma c’è da tenere in conto che i vicini di concerto sanno essere molto molesti se si sentono esclusi. Vogliono poter dire anche loro di esserci stati, quindi, anche se non ci conosciamo, mettiti in posa anche tu e diventa il photobomber più simile a Gollum che sia mai apparso sulla faccia della terra!

12) Barbie Girl (Ah, non è il 1998?)
C’è chi si tira a lucido per andare ai concerti, dicevamo. Bene, c’è anche chi a volte esagera: capisco il voler stare sempre sul pezzo con le ultime tendenze, ma… le zeppe alla Lene degli Aqua no, per favore. Specie ad un festival di questo tipo… la domanda è “perché?” e non solo “ma ce la fai?”!

13) Siam Siam del Siam… ma non siam siamesi
Venire improvvisamente travolti da due tipe che si erano avvolte nella stessa sciarpa e si muovevano nella folla stile gemelle siamesi non è piacevole, specie se l’equilibrio è precario per ore e ore di camminate, attesa in piedi e stanchezza accumulata a priori. Venite qui che vi operiamo noi e vi separiamo… chirurgicamente!

Permetteteci poi tre menzioni d’onore e il “+1” che ha decisamente vinto tutto.

  • Prima menzione d’onore al ragazzo che, in una delle stradine dietro al Macba ha salutato i detentori dello stesso cappello rosso (che la Firestone ti regalava in cambio di ugalleggiantegiallon selfie con i ragazzi dello stand) che stringeva in mano, un po’ biker, un po’ ancora in hangover.
  • Seconda menzione d’onore per i temerari che si sono fatti tutti i concerti dell’intero festival con un galleggiante da piscina giallo canarino che appariva durante OGNI SACROSANTO concerto in cartellone. Era una setta, ammettetelo: non siamo noi a vedere gomblotti ovunque. Coincidenze? Noi non crediamo.
  • Terza (personalissima) menzione d’onore per tutti gli svedesi/norvegesi/finlandesi che mi hanno fatto sentire una nana, dall’alto dei miei 1.82 centimetri. Un’esperienza unica, davvero, anche se un po’ inquietante. Amici, vi chiedo scusa quando sono io a farvi sentire oppressi, vi chiedo scusa dal profondo del cuore.

Il momento è arrivato: parliamo del + 1, ovvero il climbing musicale (con polizia annessa).

arrampicatoreIl batterista (o il chitarrista? La fisionomia è il mio forte, ma ho ricordi un po’ confusi) della band australiana dei Millions ha deciso, alla trentesima birra della giornata penso, di arrampicarsi su uno dei baracchini presenti vicino ai tavolini del bar all’angolo tra la stazione della metro e il Forum, festeggiando la riuscita della sua missione con urla e strepiti. Il modo migliore per non attirare l’attenzione dei mossos d’esquadra, dicono.
Un momento altissimo, che ha segnato il nostro arrivo per la prima volta al Forum, ancor prima di entrare nell’area dei concerti. Insomma, un benvenuto dal quale avremmo dovuto intuire molte cose, sicuramente.
Un’esperienza di quelle incredibili, di quelle che sono difficili da descrivere e che, a raccontarle, non basterebbero due giornate. Questo post, per quanto lungo, è pur sempre una minima parte di tutto quello che è successo: non vediamo già l’ora di vedere tutti i casi umani che ci aspettano al prossimo Primavera Sound!

Giornalista pubblicista, musicmaniac fin nel midollo, laureata in lingue e con un Master in Comunicazione Musicale. Appassionata di sociologia applicata (alla vita quotidiana), parla troppo e scrive ancor di più. Tiene molto in considerazione tutto quel che ruota attorno ai fandom perché sa di esserne stata parte integrante... e sempre lo sarà, in fondo.

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